La campagna

La fuga di milioni di persone da guerre, crisi e povertà è una delle crisi umanitarie più gravi del momento.

#milionidipassi

Immagina di camminare per giorni, settimane o mesi nel deserto o nella neve, o di attraversare il mare agitato dentro un gommone in cerca di un posto sicuro. Questo incubo è la realtà per più di 60 milioni di persone nel mondo, costrette a fare milioni di passi per sopravvivere.

Avevano tutti una vita normale, molti di loro avevano un lavoro. Hanno dovuto lasciare tutto perché intrappolati in un conflitto o una guerra. Non hanno avuto altra scelta se non fuggire perché attaccati o minacciati.

 

 

I civili pagano il prezzo più alto

Il numero di persone in fuga non è mai stato così alto dalla seconda guerra mondiale a oggi. La ragione è in parte legata al maggiore coinvolgimento delle popolazioni civili nei conflitti degli ultimi decenni. Sempre più spesso sono le persone che non indossano una divisa o non fanno parte di un esercito a pagare il prezzo più alto di guerre che non combattono, ma da cui sono costrette a fuggire.

La ragione principale, però, è la concomitanza unica di crisi umanitarie di gravità e durata straordinarie: dai conflitti in Siria, Iraq e Libia alle violenze endemiche in Repubblica Centroafricana, Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo; dalle controverse vicende di Somalia, Eritrea e Ucraina, alle nuove dinamiche d’instabilità in Afghanistan e Pakistan.

A long walk

Nella primavera del 2012, la fotografa americana Shannon Jensen documenta l’esodo di trentamila persone che dal Sudan cercano rifugio in Sud Sudan per sfuggire ai combattimenti dell’esercito. MSF è testimone dell’esodo di massa, fornisce cure mediche e acqua potabile ai rifugiati e denuncia l’inadeguatezza della risposta umanitaria internazionale. Le scarpe logore dei rifugiati sudanesi fotografate dalla Jensen sono perciò diventate il simbolo della campagna #Milionidipassi.

I nostri passi

I nostri operatori umanitari sono testimoni della sofferenza, della vulnerabilità e degli sforzi dei profughi lungo tutto il loro percorso di migrazione. Abbiamo una lunga storia d’interventi di assistenza medica d’emergenza per le popolazioni in movimento, fin dal 1975 quando abbiamo prestato soccorso alle ondate di cambogiani che cercavano riparo dal regime oppressive dei Khmer Rossi.

Medici, infermieri, psicologi, logisti e altri operatori umanitari – tra cui oltre 240 italiani – compiono i loro passi ogni giorno per fornire assistenza medica, supporto psicologico, vaccinazioni, cibo e acqua potabile ai rifugiati, ai migranti e ai richiedenti asilo in tutto il mondo.

In quanto organizzazione medico-umanitaria, ci concentriamo sulle esigenze mediche delle persone indipendentemente da ogni agenda politica. Non distinguiamo i pazienti in base al loro status giuridico.

Non “vediamo” l’appartenenza etnica, politica o religiosa ma vediamo persone che hanno bisogno di cure mediche, di un riparo, di cibo e acqua e di sicurezza.

Le nostre richieste: soccorso e accoglienza

. Stabilire canali regolari per consentire alle persone di cercare protezione in modo sicuro. La chiusura delle frontiere e la mancanza di vie legali e sicure per raggiungere l’Europa costringe, infatti, le persone a intraprendere viaggi pericolosi mettendo a rischio la loro vita nelle mani di bande criminali senza scrupoli.

. Ripristinare un adeguato dispositivo di soccorso in mare. Pur non essendo la soluzione al problema, non si può permettere che la miopia e l’egoismo dell’Europa diventino un alibi per l’inazione dell’Italia. Il mare che bagna le nostre coste non può trasformarsi per sempre in un cimitero.

. Garantire adeguate condizioni di accoglienza e prevedere piani per la gestione dell’emergenza alle frontiere che permettano a chi fugge di vivere dignitosamente durante il viaggio verso un futuro più sicuro.

I tuoi passi

Con la campagna #Milionidipassi vogliamo raccontarti i volti e le storie di chi è costretto a fuggire per salvarsi la vita; il coraggio e la determinazione di chi porta loro soccorso e cure mediche; le responsabilità e i doveri di governi e attori non statali che dovrebbero garantire loro il diritto all’assistenza e alla protezione.

Ma c’è un passo che dipende solo da te: il tuo! Unisciti alla nostra campagna e sostieni la nostra azione. Insieme possiamo rappresentare la differenza tra la vita e la morte per milioni di profughi.

Popolazioni in fuga

Il Dossier sulla sfida umanitaria più urgente.

Oggi MSF offre assistenza a milioni di persone in fuga in 30 paesi. Nei sovraffollati campi per rifugiati siriani, nei deserti africani, nei boschi della Serbia, tra le montagne dello Yemen, lungo le strade dal centroamerica agli Stati Uniti, sulle isole greche e alle banchine dei porti siciliani, migliaia di medici, infermieri, psicologi, logisti di MSF compiono i loro passi per raggiungerle e dare loro l’aiuto di cui hanno bisogno. Un intervento massiccio, indipendente e senza mandato, che negli ultimi anni va assumendo un peso sempre maggiore.

Scarica il dossier per saperne di più.