Molto più di una lettera

12/06/2015

Quando la lettera di Golleh è arrivata nell’ufficio del team MSF a Pozzallo è stato un giorno speciale. Golleh, 20 anni, del Gambia, arrivato in Italia su un barcone, ha forti dolori addominali quando entra nel Centro di Primo Soccorso e Accoglienza (CPSA) a Pozzallo.

Nell’ambulatorio del CPSA, dove prestiamo assistenza sanitaria 24h/24h, viene visitato da Anna, il nostro medico. Aveva da mesi un’infezione intestinale. Con le giuste cure e gli antibiotici nel giro di pochi giorni sta meglio. Quando lascia il CPSA la sua infezione è completamente guarita.

Ma ci sono ferite che non stanno sul corpo. Ci sono drammi che lasciano il segno nella mente. Del team MSF in Sicilia fanno parte due psicologhe, Pina e Gaia, che garantiscono un servizio di supporto psicologico per i richiedenti asilo dei Centri di Seconda Accoglienza (CAS) di Ragusa. È stato in uno dei CAS che Gaia incontra di nuovo Golleh, felicissimo di rivederci.

In Gambia, quando nel 2011 Golleh perde entrambi i suoi genitori adottivi, viene escluso dall’eredità e la sua vita diventa un inferno. Solo e senza soldi decide di scappare. Passa 5 mesi in Senegal, un anno in Mauritania e poi arriva in Libia. In Libia lo rinchiudono per tre mesi in prigione perché non possiede 500 dinar libici per il riscatto: per pagare la somma viene consegnato a un libico che lo costringerà a lavorare nel suo campo per due mesi. “Mi controllavano giorno e notte con le armi puntate, mi picchiavano” racconta. Pagato il riscatto, decide di imbarcarsi per raggiungere l’Italia. “Dal 2011, da quando è morto mio padre, i primi che si sono presi cura di me siete stati voi” dice a Gaia.

Dopo una delle visite della nostra psicologa, Golleh scrive questa lettera:

“Ciao Anna, ringrazio te e tutte le persone di Pozzallo, in particolar modo voi medici. Mando un saluto speciale a tutti voi perchè oggi sono stato molto felice di aver visto la zia Gaia che è venuta da Pozzallo per farci visita nel Centro. Sono molto felice e vi scrivo questa lettera salutando ognuno di voi. Ho visto il rispetto che mostrate verso l’essere umano. A chi è malato voi date la giusta cura. Ci sorridete sempre perché volete che stiamo bene. Per questo motivo voglio ringraziarvi e pregare per voi. L’amico di tutti voi Golleh dal Gambia. Grazie per aver letto la mia lettera!”

anna medico MSF low

 

Grazie a te Golleh per averla scritta! Quando una persona affronta un viaggio disperato per sfuggire a persecuzioni e povertà, quando subisce violenze nelle carceri libiche, quando rischia la vita su un barcone, ha bisogno di terapie che curano tutte le ferite, quelle visibili e quelle invisibili.