NO MURI. NO BLOCCHI.

NO ACCORDI DISUMANI.

Un’Europa pronta a sacrificare le vite di migliaia di uomini,
donne e bambini per impedire loro di raggiungere le coste europee,
non è la nostra Europa.

La disumanità non è una soluzione.

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Fai sentire la tua voce contro gli accordi europei ai danni di tutte le persone in fuga. Vogliamo un’Europa accogliente e solidale.

I nostri messaggi contro le politiche disumane dell’Europa

STOP AGLI ACCORDI DISUMANI

#NotMyEurope
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Il tentativo di fortificare l’Europa non si ferma ai suoi confini. Ai paesi di origine e transito è spesso delegato il compito di impedire le partenze o facilitare i rimpatri, ricevendo in contropartita aiuti economici, contratti commerciali, attrezzature e altre forme di supporto alle forze di sicurezza. Questi accordi sono disumani per le loro conseguenze: aumento delle violenze, pratiche di criminalizzazione che espongono le persone al rischio di abusi e sfruttamento, maggiore ricorso alla detenzione, espulsione dei rifugiati verso i paesi da cui fuggono o con sistemi di accoglienza già al collasso.

BASTA MORTI IN MARE

#NotMyEurope
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Nel corso del 2016, almeno 14 persone al giorno sono morte nel tentativo di attraversare il Mar Mediterraneo. Nonostante il tragico bilancio delle vittime, l’Europa insiste sulle sue ciniche politiche di deterrenza che non disincentivano i viaggi sui barconi, non colpiscono il business degli scafisti, non riducono le morti in mare. Le stesse attività di ricerca e soccorso in mare non sono una risposta sufficiente. L’unica soluzione possibile è offrire alle persone, che fuggono perché prive di alternative, la possibilità di raggiungere l’Europa attraverso vie legali e sicure.

SOCCORRERE E SALVARE VITE

#NotMyEurope
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Di fronte al ripetersi di naufragi e incidenti mortali nel Mediterraneo, l’Europa sembra incapace di reagire. La responsabilità di salvare vite in mare è affidata prevalentemente alle autorità italiane, con il contributo decisivo di organizzazioni umanitarie come MSF. Nessun attore europeo ha un mandato specifico di ricerca e soccorso in mare. È urgente l’avvio di un’operazione dedicata di ricerca e soccorso, una Mare Nostrum europea con assetti e risorse adeguate a garantire il pattugliamento delle acque e il salvataggio dei naufraghi.

BASTA SOFFERENZA ALLE FRONTIERE

#NotMyEurope
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Chilometri di muri e filo spinato. Giornate intere di attesa, al sole o sotto la pioggia. Violenza da parte delle forze di polizia. Campi di detenzione spaventosi. Scarso accesso a cure mediche e altri servizi essenziali. Incidenti mortali nel tentativo di superare il confine. Non è accettabile che, per migliaia di persone in fuga, le frontiere di tanti paesi europei si trasformino in un incubo.

ACCOGLIERE CHI FUGGE

#NotMyEurope
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Nei Balcani, campi di accoglienza sovraffollati, con migliaia di persone abbandonate a se stesse e costrette a dormire all’addiaccio o in edifici abbandonati. In Grecia, oltre 60 mila migranti bloccati nelle isole o sulla terra ferma, con scarso accesso a servizi di cura e assistenza. In Italia, sistema di accoglienza intasato e costruito su una logica emergenziale che non risponde ai bisogni di una popolazione vulnerabile. Occorrono standard di accoglienza adeguati a garantire a rifugiati e migranti condizioni di vita più dignitose.

STOP ALLA CRIMINALIZZAZIONE DELLA SOLIDARIETÀ

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Dove falliscono le politiche europee, entra in azione la società civile. Sono sempre di più i volontari che a livello locale assistono migranti e rifugiati in Italia e in Europa, impedendo cosi l’aggravarsi delle condizioni di estrema vulnerabilità in cui spesso si trovano le persone che giungono nei diversi paesi membri dell’UE. Eppure chi aiuta i migranti viene spesso criminalizzato, processato e talvolta persino detenuto.

Crediamo che condannare chi fornisce assistenza sia un modo cinico per giustificare il fallimento delle politiche di accoglienza e dei meccanismi di protezione dell’UE. Le misure di sicurezza e le politiche di deterrenza non possono prevalere sui diritti e sulla stessa vita dei migranti.

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