La Fuga

Da cosa fuggono? Da guerre, violenze o povertà

Da cosa fuggono? Da guerre, violenze o povertà

I motivi che spingono le persone a fuggire dai propri Paesi sono diversi e spesso correlati tra loro: guerre (Siria, Iraq, Sud Sudan, Yemen, Somalia), instabilità politica e militare (Mali), regimi oppressivi (Eritrea, Gambia), violenze (lago Chad), povertà estrema (Senegal, Costa d'Avorio, Tunisia).

In particolare, nei conflitti armati, che coinvolgono milioni di persone nel mondo, chi subisce maggiormente le conseguenze delle violenze sono i civili: donne, bambini, anziani e disabili.

SIRIA

In Siria circa la metà della popolazione siriana (13,5 milioni) ha bisogno di assistenza umanitaria a causa del conflitto che affligge il Paese ormai da 5 anni. Oltre 6 milioni di siriani sono sfollati interni e oltre 4 milioni sono fuggiti all’estero.

 

Le attività di MSF

Gestiamo sei strutture mediche nel nord della Siria e supportiamo oltre 150 centri sanitari e ospedali in tutto il paese, di cui molti in aree assediate.

In Siria è un massacro

Cos’è la guerra in Siria? La guerra in Siria è Ahmed, un bambino di 8 mesi morto nell'attacco di un carro armato. La guerra in Siria è Mohamed, un bambino di 2 anni che ha perso la vista nello stesso attacco. La guerra in Siria è Amina, una bambina di 4 anni che sta cercando di recuperare la vista di un occhio dopo lo stesso attacco. La guerra in Siria è Amal, una bambina di 5 anni con un gamba amputata in seguito allo stesso attacco.

Ahmed, Mohamed, Amina e Amal sono fratelli. Ahmed ormai non tornerà più, ma gli altri stanno recuperando le loro ferite in un ospedale di MSF a Ramtha, in Giordania, alla frontiera con la Siria. I loro nomi sono fittizi: tutto il resto è realtà, tutto il resto è quello che la guerra in Siria, la più violenta del XXI secolo, sta provocando.

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Eravamo in casa, avevo preso un dolce per tutta la famiglia, ero uscito a vedere cosa stava succedendo e proprio in quel momento la casa viene attaccata. Quando sono rientrato uno dei miei figli era morto. Tutti gli altri erano feriti”, ricorda Sager, il padre dei bambini.

Dopo l’attacco, la famiglia riusce a scappare dalla provincia siriana di Dará e attraversare la frontiera con la Giordania; lì entrano in un ospedale locale che, con l’appoggio di MSF, offre servizi di chirurgia per i feriti di guerra. Ora, Saqer e i suoi figli stanno cercando di tornare a vivere a Ramtha. Non lontano da lì, a pochi chilometri, alcune colline li dividono dal territorio siriano. Le bombe dalle quali sono scappati sono così lontane ma allo stesso tempo così vicine.

La madre Maryam interrompe costantemente suo marito e si lamenta. Non lo può più sopportare. “Ci siamo sposati 5 anni fa. Abbiamo gli stessi anni di matrimonio degli anni di guerra", sospira mentre Amina, la figlia di 4 anni che lotta per recuperare completamente la vista, cerca di attirare la sua attenzione giocando con una palla.

Al notiziario dicevano che avevano ucciso quattro terroristi in un attacco. Stavano parlando dei miei figli”, ricorda Maryam con rabbia negli occhi.

E’ una storia difficile ma fin troppo comune. La coordiantrice del progetto di MSF a Ramtha, Christine Slagt, spiega che circa il 20 per centro dei feriti di guerra che arrivano all’ospedale sono minori di 18 anni.

Nell’ospedale di Ramtha e nei campi rifugiati siriani è impossibile non vedere bambini e adulti mutilati, cechi, distrutti dalla guerra, che cercano di curare le loro ferite e che, anche se lontani – con corpo e mente - vogliono attraversare l’Europa e arrivare in Germania o Svezia. Loro sono rifugiati, anche se non li vediamo spesso in tv: di fatto, sono la maggioranza. Questo è il punto di partenza, questi sono i motivi per i quali scappano.

In Siria è un massacro”, dice il padre dei bambini feriti.

IRAQ

In Iraq l’aumento degli episodi di violenza tra gruppi armati e forze governative ha causato oltre 3 milioni di sfollati interni e lasciato milioni di persone in stato di urgente necessità di assistenza umanitaria.

 

Le attività di MSF

Forniamo servizi sanitari ambulatoriali, consulti per la salute mentale, acqua e servizi igienico-sanitari in diverse località, in particolare nei campi di Domeez e Kawargosk, e in campi rifugiati e di transito nei governatorati di Dohuk ed Erbil. In media, in Iraq, le nostre équipe effettuano circa 3.000 visite mediche a settimana.

SUD SUDAN

In Sud Sudan la guerra in corso da due anni si somma alla povertà estrema delle popolazioni locali, causando una delle più terribili emergenze umanitarie del mondo: oltre un milione di sfollati e centinaia di migliaia di persone che sono scappate oltre confine, per fuggire a scontri a fuoco, saccheggi, devastazioni, violenze e soprusi di ogni tipo. Molti si sono rifugiati nel campo profughi di Malakal (in Sudan), dove vivono sotto la fragile protezione delle Nazioni unite oltre 45.000 persone. Le strutture e i servizi sono del tutto insufficienti ai loro bisogni, mancano cibo e acqua, attrezzature e servizi di ogni genere.

 

Le attività di MSF

Gestiamo 17 progetti medici in tutto il Paese: nel 2015 abbiamo fornito assistenza medica a più di 800.000 persone.

Contro la fame in Sud Sudan

Fidia ha 7 mesi e pesa 4 chili. Vive nel Sud Sudan. Se fosse nata in Italia, peserebbe quasi il doppio. “Le abbiamo salvato la vita quattro volte – dice il dottor Xavier Casero-. Ha passato più tempo della sua vita nell’ospedale che fuori”.

Cullata tra le braccia della madre, Fidia non smette di poppare. Non si muove, ogni tanto piange. È ricoverata di nuovo nell’ospedale di MSF di Malakal.

Non si sa cosa sia arrivato prima, se la malnutrizione o il resto. Soffre di tubercolosi. Ha sofferto di polmonite ed è stata ricoverata. Ha avuto la malaria ed è stata ricoverata. Così è stato per quattro volte. La situazione di sovraffollamento e promiscuità in cui vive la famiglia all’interno del campo nella città di Malakal la sta obbligando a lottare per la sua vita. Ogni volta da capo.

Se ci fosse un’epidemia di morbillo, qui si moltiplicherebbero drammaticamente i contagi”, spiega il dottore.

La madre si sforza di allattarla ogni volta che Fida cerca il suo petto. È il suo gesto più eloquente, il quale dimostra chiaramente che vuole continuare a vivere.

Ora la stiamo salvando un’altra volta”, dice Xavier mentre guarda la bambina.

Questa è la priorità per il momento.

YEMEN

In Yemen il conflitto armato scoppiato nel 2015 sta devastando il Paese e mettendo a rischio la vita di milioni di persone, lontano dai riflettori. La situazione umanitaria continua a peggiorare e ha raggiunto livelli inaccettabili: i civili sono bloccati dietro le linee del fronte, senza cure mediche, beni alimentari, carburante e acqua. C’è un urgente bisogno di aumentare l’accesso alle cure mediche e ai beni di prima necessità per la popolazione yemenita.

 

Le attività di MSF

Il conflitto in Yemen si sta combattendo con un totale disprezzo per le regole della guerra: le attività mediche di MSF nel Paese sono state attaccate quattro volte in meno di tre mesi. Oggi supportiamo più di 25 ospedali in tutto lo Yemen e da quando è scoppiato il conflitto, abbiamo curato più di 31.000 feriti di guerra.

LAGO CIAD

Sulle rive del Lago Ciad si sta consumando una delle più gravi crisi umanitarie del continente africano, con milioni di persone in fuga dalle violenze dello Stato Islamico della Provincia Occidentale, noto anche come Boko Haram e delle truppe governative che lo combattono. Le violenze indiscriminate si sommano alla mancanza di cibo adeguato, acqua potabile, strutture sanitarie e servizi di prima necessità.

 

Le attività di MSF

Cerchiamo di rispondere con interventi di assistenza sanitaria, lotta alla malnutrizione, alla malaria, al colera, approvvigionamento idrico, costruzione di latrine. Siamo attualmente presenti in diverse località: Nigeria, Camerun, Niger e Ciad con 1.200 operatori umanitari impegnati nei nostri progetti.

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Il tuo contributo ci permette di intervenire in modo indipendente ed efficace a favore delle popolazioni in fuga da guerre, carestie e catastrofi naturali. Insieme possiamo combattere malattie come la malnutrizione, realizzare programmi di vaccinazione e garantire cure sanitarie salvando ogni giorno vite umane
30€
130 bustine di cibo terapeutico pronto all'uso
60€
Kit per effettuare 23 medicazioni di emergenza
100€
76 trattamenti di vaccinazione completa